Nel Paradiso il linguaggio è altissimo, perché l’argomento è difficilissimo .
Dante dice chiaramente nel canto I che ha bisogno di un aiuto speciale, di una ispirazione poetica fortissima , per portare a termine “l’ultimo lavoro”. Questo è il significato dell’invocazione ad Apollo, dio della poesia (Pd. I, 13-36) .
Inoltre Dante dice , nell’incipit del Canto II, che anche i suoi lettori hanno bisogno di degli strumenti culturali particolarmente seri: chi lo ha seguito su una “piccioletta barca” , dato che ora si va in alto mare, deve tornare a riva, perché la navigazione è troppo difficile; chi per tempo ha acquisito una preparazione culturale profonda, teologia compresa, puo’ seguirlo stando ben vicino alla sua navicella (“legno”) (Pd. II, 1-18).
Il linguaggio alto e difficile non è fine a se stesso ma è causato dell’argomento alto e mai affrontato prima.
Vedi lezioni precedenti su ineffabilità (: impossibilità di parlare) per 1. mancanza di ricordo 2. ricordo ma mancanza delle parole per dire ciò che si ricorda perché non ci sono parole per le cose che si sono viste/ provate in quanto non fanno parte del l’esperienza umana.
Il linguaggio elaborato da Dante per provare a raccontare la sua esperienza superando i limiti della lingua umana comprende (esempi dai canti I e II) :
- neologismi (parole che inventa Dante) : “profondarsi, transumanar”;
- latino e latinismi (il latino era la “lingua sacra” delle Scritture , la lingua della liturgia cristiana, la lingua della teologia e della filosofia, nonché di tutti gli insegnamenti universitari, la lingua per comunicare fra persone colte di tutta Europa) : ” ire, per verba, vagina, pelago, siete seguiti, liti”;
- varietà enorme di sinonimi anche grazie all’uso di figure retoriche (barca, legno, navigio; pelago, acqua, alto sale);
- appunto, immagini poetiche, figure retoriche continue: “la gloria di colui che tutto move” , metafora prolungata della barca e del mare nel Canto II, “drizzare il collo al pan degli angeli”;
- linguaggi speciali: varcare (lingua speciale del linguaggio marinaro);
- allargamento della sfera semantica delle parole: significar per verba spiegare attraverso le parole;
- sintassi complessa, che veicola la complessità del ragionamento (es. Canto I, 1-9);
- brachilogie, cioè espressioni velocissime, date dall’uso di parole accostate fra loro in modo nuovo e audace attraverso una sintassi divergente dagli usi consueti (praticamente c’è sempre) : “veramente quant’io del regno santo/ ne la mia mente potei far tesoro/ sarà ora materia del mio canto” ;”come quando Marsia traesti/ dalla vagina de le membra sue”; ” nel suo aspetto” ; l’erba\ che il fe’ consorto in. mar con gli altri dei”; transumanar significar per verba/ non si porria”; “a cui esperienza grazia serba” ).
Oltre alla questione linguistica c’è una questione culturale. Per spiegare la sua esperienza Dante fa continui riferimenti a un bagaglio culturale vastissimo, che è quello di un intellettuale del SUO tempo. In. particolare:
- riferimenti filosofici e teologici, in particolare legati all’aristotelismo e alla tomistica (la teologia che usa elementi della filosofia di Aristotele) : “colui che tutto move” è il “primo motore”, cioè la “causa prima”: Dio, ma detto nei termini di Aristotele e (san) Tommaso d’Aquino;
- riferimenti scientifici di tutti i tipi (matematica, geometria, fisica, scienze naturali, medicina…; bisogna inoltre tener presente che non è la scienza moderna ma quella del tempo di Dante, completamente diversa e non basata sulla quantità e sui numeri ma sulla qualità e su continui collegamenti con sfere che oggi non vengono considerate collegate con le scienze);
- allusione ai miti classici, spesso poco conosciuti. I miti hanno una forza enorme perché condensano in sé numerosissimi significati. Il grande serbatoio di miti classici è Le metomorfosi di Ovidio. (Questo libro resterà un punto di riferimento fondamentale anche dopo Dante; con il Rinascimento sarà il riferimento non solo per i poeti ma anche per i pittori e scultori e curiosamente non verrà censurato dalla Controriforma.
Per capire i soggetti di un pittore europeo fino all’Illuminismo escluso, bisogna conoscere due libri: la Bibbia e Le metamorfosi di Ovidio.)
Il problema linguistico fondamentale del Paradiso, ma anche la sua bellezza ed efficacia, stanno nel fatto che tutte questi espedienti vengono usati tutti insieme e si sovrappongono nella stessa parola e nella stessa frase.