Paradiso, Canto I (1-36 e 64-72))

Paradiso, Canto I (1-36 e 64-72))

Punti fondamentali del testo:
 
1) Dante dichiara di essere stato in Paradiso e addirittura nell’Empireo (vv. 1-5);
2) Dichiara di non ricordare molte cose (vv. 5-9);
3) Dice che farà del suo meglio per raccontare quello che invece si ricorda (vv. 10-12);
4) Invoca Apollo per ottenerne la capacità (Protasi) (vv. 13-36).
 

5) Nel resto del Canto Dante guarda negli occhi di Beatrice, che fissa lo sguardo in alto, ed entrambi iniziano a volare verso il cielo. Il punto saliente è ai vv. 64-72. Dante non ha ancora realizzato esattamente cosa succede ( cioè che lui e Beatrice si sono sollevati da terra e volano verso l’ alto), ma dice di aver guardato Beatrice, che a sua volta ha gli occhi fissi nel sole, e di essersi sentito trasformare interiormente inmaniera sconvolgente e meravigliosa. Per spiegare l’esperienza che ha vissuto  Dante usa il mito di Glauco.

 
Beatrice spiega a Dante che è naturale, perché tutte le cose tendono verso Dio e, ora che Dante  si è liberato del peso dei peccati che lo tenevano a terra, sta venendo attirato da Lui.
 
Da tenere d’occhio:
 
al punto 1)
Teologia della luce – ai tempi di Dante sta venendo elaborata una teoria teologica che paragona Dio alla luce. La luce riempie tutto l’universo, entrando nelle cose con più o meno forza a seconda della capacità di riceverla delle cose stesse. Così fa Dio con ogni creatura dell’universo. La “gloria” di Dio viene immaginata come luce che pervade tutto. 
Le conseguenze artistiche di questo pensiero furono immense, perché, oltre a quanto dice Dante,  le cattedrali gotiche con  grandi vetrate e rosoni policromi che splendono illuminate dal sole e riempiono di luce meravigliosa tutto lo spazio si basano su questa teologia.  
 
 
al punto 4 e 5)
 Miti classici:
 
  •  Apollo e le Muse, che secondo le leggende abitavano i monti greci Parnaso ed Elicona, dove erano adorati con templi e sacerdoti. Notare che Dante usa con grande tranquillità e naturalezza questa e le altre immagini mitologiche, senza sentirsi in dovere di giustificarsi, spiegare, dire che sono metafore e che lui non crede agli dei pagani, come farà invece Tasso durante la Controriforma. 
 
  • Marsia scuoiato da Apollo perché ha sfidato quest’ultimo in una gara musicale (Marsia era un satiro e suonava il flauto, Apollo suonava la cetra, la giuria era costituita dalle Muse) (mito raccontato  da Ovidio nelle Metamorfosi). 
– Dafne (mito non esplicitato): Apollo ama la ninfa Dafne, che è casta e fugge inseguita da lui. Dafne, afferrata dal dio, invoca Zeus chiedendogli di salvarla e viene trasformata in pianta di alloro, che da allora sarà la pianta sacra ad Apollo.  (mito raccontato  da Ovidio nelle Metamorfosi) 
 
 
  •  Glauco: è un pescatore . Egli vede che i pesci da lui pescati mangiano un certa erba impigliata nella rete e ritornano vivi e forti. Allora assaggia l’erba e si trasforma in una divinità marina  (mito raccontato  da Ovidio nelle Metamorfosi).