Spiegazione su Donna de Paradiso

Spiegazione su Donna de Paradiso

5. Donna de Paradiso

Spero che mi intendiate/ Al mio dolor pensate

 Scritta da Jacopone da Todi nella seconda metà del Duecento , Donna de Paradiso è una lauda drammatica. Cioè, è un testo teatrale da recitare durante la settimana della Passione. Gli attori del teatro religioso medioevale non erano professionisti. I luoghi del teatro medievale erano gli spazi della città stessa. Davanti alla chiesa, nelle piazze, nelle strade.

Viene messa in scena la passione di Gesù. Un nunzio racconta alla madre di Gesù cosa sta succedendo, non addolcendo nessun particolare; Gesù viene arrestato, giudicato, condannato, torturato e crocifisso.

Chi assisteva a questa sacra rappresentazione aveva già visto delle condanne a morte e dei trattamenti inumani e degradanti nei confronti dei condannati. Probabilmente c’erano anche, fra il pubblico, persone a cui la giustizia aveva ucciso o mandato in prigione un figlio, a torto o a ragione.

La madonna reagisce al racconto. La cosa interessante è che reagisce come una normale donna del popolo. Si angoscia, si sente svenire, chiede aiuto a un’altra donna. Poi le viene in mente di appellarsi direttamente ai torturatori. Lei sa che suo figlio è perfettamente innocente (Non fece mai follia). Si rivolge al popolo, poi si rivolge al giudice, Ponzio Pilato (O Pilato, non fare/ il figlio mio tormentare/ ch’io ti posso mostrare/ come a torto è accusato). Addirittura alla croce si rivolge (O croce, e che farai? /Il figlio mio torrai?/ E cosa ci apporrai/ che non ha in sé peccato?).

Nessuno le dà retta. La folla chiede di crocifiggere Gesù, Pilato lo condanna alla crocifissione.

Siccome si parla di Gesù, noi sappiamo che Maria ha ragione: suo figlio è innocente.

Solidarizziamo con lei, ci angosciamo per lei e per il figlio.

Gesù morente vede la mamma e la raccomanda al suo discepolo Giovanni chiedendo di prenderla con sé come se fosse sua madre. Poi muore.

Maria inizia il corrotto, cioè il pianto funebre tradizionale, in cui piange la morte del figlio con parole dolci e poetiche. Nella tradizione italiana contadina, soprattutto al Sud, fino a pochissimo fa esisteva la tradizione che le donne della famiglia intessessero un lamento funebre per il morto, cantandone le lodi con parole inventate sul momento.

Per chi non ha molta dimestichezza con la Bibbia: Donna de Paradiso riprende quasi parola per parola il racconto dei Vangeli.

Le parole si capiscono quasi tutte. Con qualche nota a pié di pagina si capisce tutto.

Donna de Paradiso è un testo che trasmette empatia. Si presta a ragionare, o meglio, di pensare con il cuore,  su qualunque caso attuale di prigionieri maltrattati o di sentenza ingiusta. Mi permetto di suggerire agli insegnanti che eventualmente mi leggono di non trattarlo come un freddo testo di studio. È così facile che arrivi al cuore di chi lo legge il senso di ingiustizia e il desiderio di salvare chi soffre.

Consigli didattici e consigli per gli studenti da soli su Donna de Paradiso

Donna de Paradiso è perfetto per essere recitato.

Si può recitare in classe o, ancora meglio, fuori, nel cortile, nel giardino o per strada.

Io mettevo i ragazzi a gruppi di tre. Le parti principali sono il Nunzio, la Madonna e Gesù. In tre bisogna anche trovare un modo per fare la folla e le soluzioni sono sempre interessanti.

Come per tutti i testi su cui fare qualcosa, le uniche istruzioni che ho sempre dato sono solo due:

  • Non si fa la parodia, si mette in scena seriamente
  • Si usano le parole del testo, non si “traduce” o semplifica

Per gli insegnanti, invece, l’istruzione è una sola:

  • Si accetta quello che i ragazzi mettono in scena, così come è, senza criticare e senza dare consigli su come deve essere la teatralizzazione “giusta”.

Donna de Paradiso ottiene sempre dei risultati straordinari.

Il testo si trova in rete su molti siti. Pr esempio…

https://it.wikisource.org/wiki/Donna_de_Paradiso

Metto però qui una versione con le “parti” già indicate. Quando si fa la teatralizzazione, è importante avere le parole della lauda su un foglio volante (niente libro e niente cellulare, se no ci si perde)!